Come qualcuno mi ha già prontamente segnalato stamattina, l’assessore mi ha scritto stamane (grazie Andrea) mandandomi il testo del comunicato stampa di ieri, che comprende fra i comuni interessati anche Calcara.
Non credo fino in fondo, almeno fino a che non pubblicherò qui il primo post da casa, ma sono già felice.
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Gli interventi a piano lavori 2010 presentati in occasione della conferenza stampa
del 1° settembre 2010
Digital divide in calo in Emilia-Romagna con banda larga per 80mila cittadini in più: i
primi risultati dell’accordo tra Regione, Lepida Spa e Telecom Italia
Bologna 1° settembre 2010 – Accesso alla banda larga per 80mila cittadini in più
dell’Emilia-Romagna, finora esclusi dal servizio, attraverso una serie di interventi di
adeguamento sulle reti del territorio. Sono i primi risultati del Comitato tecnico paritetico
che si è insediato in seguito all’accordo siglato ad aprile tra Regione, Lepida S.p.A. e
Telecom Italia. Obiettivo, analizzare e valutare la situazione delle centrali di
telecomunicazioni esistenti in Emilia-Romagna per colmare il “divario” tra chi ha accesso
alle tecnologie dell’informazione e chi ancora no, soprattutto nelle zone dell’Appennino.
Tutto questo in funzione degli interventi della Regione, di Lepida S.p.A. e di Telecom Italia,
anche attraverso la partnership con Infratel. In base alle previsioni del Comitato, la lista
degli interventi sulle centrali dovrebbe allungarsi ulteriormente per raggiungere
complessivamente un centinaio di sedi.
Per superare il digital divide in Emilia-Romagna la Regione ha investito 5 milioni di euro,
cui si sommano i 15 milioni del ministero delle Comunicazioni, per realizzare un piano
complessivo con Infratel (società in house del ministero dello Sviluppo Economico) di 123
centrali telefoniche. L’accordo siglato ad aprile con Telecom Italia punta a sfruttare al
meglio gli investimenti sulle infrastrutture per la banda larga già realizzati – o pianificati, o
ancora in corso di valutazione – sia da parte della Regione e dagli enti locali, sia da parte
di Telecom Italia.
Il Comitato tecnico paritetico, dopo aver analizzato i bisogni del territorio e le opportunità di
disporre di nuove tratte in fibra ottiche per le 123 centrali, ha raggiunto in pochi mesi un
primo, importante risultato: Telecom Italia ha incluso nel proprio piano 2010 i lavori di
adeguamento per 54 centrali, per erogare servizi Adsl con banda nominale di almeno 7
Mbps per mezzo della linea telefonica fissa ai cittadini e alle imprese residenti in diverse
zone, che potranno acquistarli direttamente da Telecom Italia o da altri operatori. Si è
passati quindi dalle 8 centrali del piano iniziale di Telecom Italia (mese di maggio 2010)
alle 29 di giugno, diventate poi 46 a luglio, per arrivare a quota 54 centrali interessate da
interventi di adeguamento del mese di agosto. A ciò si aggiungono altri 15 interventi che
Telecom Italia farà in autonomia, e i due completati a dagli enti locali, sia da parte di
Telecom Italia.
Il Comitato tecnico paritetico, dopo aver analizzato i bisogni del territorio e le opportunità di
disporre di nuove tratte in fibra ottiche per le 123 centrali, ha raggiunto in pochi mesi un
primo, importante risultato: Telecom Italia ha incluso nel proprio piano 2010 i lavori di
adeguamento per 54 centrali, per erogare servizi Adsl con banda nominale di almeno 7
Mbps per mezzo della linea telefonica fissa ai cittadini e alle imprese residenti in diverse
zone, che potranno acquistarli direttamente da Telecom Italia o da altri operatori. Si è
passati quindi dalle 8 centrali del piano iniziale di Telecom Italia (mese di maggio 2010)
alle 29 di giugno, diventate poi 46 a luglio, per arrivare a quota 54 centrali interessate da
interventi di adeguamento del mese di agosto. A ciò si aggiungono altri 15 interventi che
Telecom Italia farà in autonomia, e i due completati a Pianello Val Tidone (Piacenza) e a
Sestola (Modena), dove i servizi sono già commercializzati.
A oggi sono così ben 71 gli interventi sul territorio, che riguardano 54 Comuni dell’Emilia-
Romagna: questo significa concretamente accesso alla banda larga per 80mila cittadini in
più (il 2% della popolazione), che prima erano esclusi dal servizio. Un ulteriore passo
avanti nella riduzione del digital divide (che, secondo le stime di Lepida, riguarda il 12%
della popolazione), e che in questo modo scende al 10%.

