La situazione dell’ADSL del mio paese, Calcara, ancora non si è mossa dal mio primo post. Io continuo a tener nota di questa situazione assurda, nella speranza prima o poi di scrivere qualcosa di diverso…

Ecco l’appello che stiamo facendo girare e che descrive  la situazione.

Siamo Valentina e Niko, e dal 2007 viviamo a Calcara di Crespellano. Calcara è la frazione più grande del Comune di
Crespellano, e ha circa 3000 abitanti.
Calcara dista solo12 km da Bologna, e solo 2 km dalla via Emilia.
Calcara sta diventando una zona residenziale dell’hinterland bolognese, complice la vicinanza, la qualità della vita e i
prezzi concorrenziali delle case. Sempre più giovani come noi vengono a vivere a Calcara, e si trovano bene.
A Calcara c’è tutto, grazie anche a un comune come quello di Crespellano molto attento ai servizi e molto efficiente. A
Calcara c’è persino un bus navetta che porta gli anziani a fare i prelievi di sangue.
A Calcara non c’è Internet.
Calcara è una “macchia bianca”, una di quelle zone affette dal cosiddetto “digital divide”.
Solo che non stiamo parlando di un isolato borgo di montagna: l’ADSL arriva comodamente fino a circa 2 km di distanza
tutto intorno, in frazioni più piccole e case isolate.
Ma a Calcara no. A Calcara la centralina telefonica è vecchia e sovraccarica, ma Telecom non vuole sostituirla e questo
impedisce a qualsiasi altro operatore di portarci l’ADSL; qualcuno ci ha provato, ma immancabilmente Telecom ha
negato il permesso.
Come dire: “io vi nego il servizio, ma impedisco anche agli altri di darvelo”. E a farne le spese ovviamente, i Calcaresi.
A Calcara il comune nel 2006 ha stanziato 20.000 euro affinché una società, la Airnaw, portasse la banda larga in paese
attraverso una rete wifi. Ad oggi, pur riconoscendo che con questo sistema scuola e teatro hanno finalmente avuto una
connessione internet, solo un centinaio di famiglie sono connesse.
Il servizio e la connessione sono limitati e di qualità scadente. Ma soprattutto l’attivazione e l’abbonamento costano
tantissimo.
Ma come? Il comune finanzia con 20.000 euro Airnaw (per info: http://www.pdcrespellanocalcara/.
it/component/content/article/274-due-buoni-numeri.html) e noi dobbiamo spendere mediamente ben più di 200
euro ad abitazione per l’attivazione del servizio?
Molti operatori nazionali forniscono l’ADSL senza linea Telecom, senza costi di attivazione, e con tariffe mensili più
basse per connessioni con velocità garantita anche doppia rispetto a quella di Airnaw. Ma noi, Calcaresi, non possiamo
scegliere.
Il Comune va elogiato per aver saputo muoversi e fare qualcosa già qualche anno fa, ma la scelta fatta purtroppo non è
stata lungimirante e la battaglia non può considerarsi vinta.
A Calcara il Wifi non può e non deve essere nel 2010 la soluzione definitiva: un servizio costoso, poco efficiente, ma che
soprattutto nasconde il VERO problema, cioè la sostituzione di una centralina obsoleta con una più moderna che possa
portare l’ADSL in tutte le case.
Si dice che la soluzione adottata a Calcara sia così esemplare da essere stata presentata al COMPA, il salone della
Pubblica Amministrazione.
Noi, come altri Calcaresi, la pensiamo diversamente.
1. Abbiamo diritto a una connessione che possa evolvere insieme a tutte le altre zone d’Italia;
2. abbiamo diritto a poter scegliere in una situazione di libera concorrenza degli operatori;
3. abbiamo diritto a un servizio che costi come alla maggior parte dei cittadini italiani, e non il doppio per
qualcosa che offre la metà.

Abbiamo di fronte una grave violazione delle leggi sulla concorrenza e del diritto all’informazione. La nostra è una piccola
battaglia per fare dell’Italia un paese davvero più moderno.
Vi chiediamo perciò di testimoniare la vostra protesta scrivendo una semplice mail a adsl.calcara@gmail.com.
Sia che siate cittadini di Calcara, o di un altro paese d’Italia che ha lo stesso problema, oppure vogliate
semplicemente dimostrare solidarietà a chi prova a sollevare la questione, mandate una mail.
Costa poco, ma far sentire la propria opinione vale sempre tanto.
Si parla molto di digital divide e di soldi pubblici per la banda larga, ma non si parla mai di realtà vere e di casi concreti.
Eccone uno.
Grazie per il vostro aiuto.

Valentina Tolomelli e Niko Baldini

 

Aiutaci nella battaglia – scrivici a adsl.calcara@gmail.com